Ognuno di noi ha i suoi miti.
I gusti sono infiniti. Si svaria da chi nel suo personale altare adora il comunismo o il fascismo, chi Del Piero o Gianni Rivera o chi la Ferrari o Pippo Baudo. Io invece ho sempre amato Prometeo. Ecco se dovessi incontrarlo da qualche parte credo che per lui cambierei anche sponda.
La leggenda è ben nota. Prometeo ebbe l’incarico da Zeus di forgiare l’uomo che lui modellò dal fango e che animò con il fuoco divino. Prometeo però andò ben oltre il semplice compitino che gli era stato affidato. Lui si innamorò infatti degli uomini e decise di difenderli dall’arrogante stupidità degli Dei. E così quando, in un grande banchetto al quale partecipavano sia uomini che le divinità, fu portato un enorme toro, del quale metà doveva spettare a Zeus e metà agli uomini, Prometeo ammazzò l’animale, lo tagliò a pezzi e ne fece due parti. Agli uomini riservò i pezzi di carne migliori, nascondendoli però sotto la disgustosa pelle del ventre del toro. Agli dei riservò le ossa che mise in un lucido strato di grasso. Fatte le porzioni, invitò Zeus a scegliere la sua parte, il resto sarebbe andato agli uomini. Zeus accettò l’invito e prese la parte grassa, ma vedendo le ossa abilmente nascoste, si arrabbiò lanciando una maledizione sugli uomini. Fu da allora che gli uomini sacrificano agli dei le parti immangiabili delle bestie, consumandone la carne; ma i mangiatori di carne, per questo, rimarranno mortali mentre gli dei saranno per sempre immortali. Lo sfrontato raggiro fu però punito da Zeus che tolse il fuoco agli uomini e lo nascose. Prometeo a quel punto, incurante di ogni pericolo, entrò di nascosto nell’Olimpo, accese una torcia dal carro del dio sole e la riportò agli uomini. Il padre degli dei punì Prometeo facendolo incatenare, nudo, con lacci d’acciaio nella zona più alta e più esposta alle intemperie del Caucaso e gli venne conficcata una colonna nel corpo. Inviò poi un’aquila perché gli squarciasse il petto e gli dilaniasse il fegato, che gli ricresceva durante la notte, giurando di non staccare mai Prometeo dalla roccia.
Non so perchè questa storia ogni volta che la leggo mi emoziona. Oggi, come quarant’anni fa, quando la lessi la prima volta.
Cosa è cambiato in me da allora? Forse niente se amo ancora Prometeo come quando avevo dieci anni.
O forse tutto. Perché credo adesso di avere coscienza del perchè lo amo così tanto.
Gli dei (Elohim) erano avversi a che gli uomini divenissero “come uno di noi” (Genesi III,22), ed in possesso della conoscenza del “bene e del male”. Quindi in ogni religione tutti noi vediamo questi dei punire l’uomo per il suo desiderio di conoscere. Prometeo è il logos greco, colui che portando sulla terra il fuoco divino (l’intelligenza e la coscienza) dotò l’uomo di ragione e di mente.
Ma cosa è davvero il bene e il male? chi può onestamente dire che cosa sia il bene e che cosa sia il male?
Si, certo, l’etica è la parte della filosofia che studia il bene, che cos’è, come ottenerlo e come mantenerlo. Il codice di valori etici che accettiamo per vivere, per fare le nostre scelte di comportamento, per giudicare le nostre azioni e quelle degli altri forma la nostra morale. Oceani di inchiostro sono stati versati dalle migliori menti mai incarnate nell’uomo e non starò qua adesso a ricordare le sue leggi soggettive limitandomi alla sola legge del BENE OGGETTIVO, definito come tutto ciò che aiuta l’essere umano a vivere e a migliorare la sua vita SENZA violare la vita e il bene di qualcun altro.
Bello no?
Già.
A parole.
Insomma io credo che Prometeo avrebbe molto da dire in punto.
Per Erich Fromm la vera peculiarità della condizione umana è l’instabilità: l’uomo evolve, che lo voglia o no, in una direzione costruttiva che ricongiunge ed integra perfettamente la sua natura istintuale con quella spirituale oppure in una direzione distruttiva che disintegra queste componenti ed in ultima analisi lo stesso essere umano. E una persona decide quella che per lui è la scelta migliore tra varie alternative in ogni situazione, ma tale decisione è orientata in base alla direzione di sviluppo della personalità.
Io penso invece che tutti noi, uomini, possiamo essere o diventare, con i giusti stimoli, sotto le giuste circostanze, distruttori o costruttori. Nessuno escluso. Sono fermamente convinto che tutti quelli che stanno ancora leggendo questo stupido post intimamente sanno che se stimolati a dovere potrebbero compiere qualsiasi nefandezza o all’inverso creare o fare in modo di creare una nuova vita. Nuova armonia.
Ho vissuto gli ultimi anni in modo disperato. Non c’è bisogno di essere un artista per vivere una vita da artista. Una bruciata. Una volta i cantanti o gli scrittori maledetti si strafacevano di droghe e alcool. Oggi ci si sballa in modo diverso. E più si ha sensibilità più si perde il controllo e come quando guardi sotto il balcone e provi un’incredibile attrazione-repulsione per il vuoto. Una parte di te sa che devi fare un passo indietro e un’altra pensa “tu puoi farcela. Tu puoi volare”. E mentre sei in volo e sai che ti stai perdendo hai la forza di vedere le facce di tutti coloro che ti sono passati accanto. Soprattutto in quel momento tu entri in contatto con loro. Con le loro vere intimità. La loro essenza. E in un modo incredibile, riesci persino a leggere i loro pensieri. Diventi messianico. Leggi dentro le loro menti anche ciò che non ti dicono. Lo so, lo so, vi siete persi, ma non me ne frega un cazzo. Voi siete ancora là sul balcone a pensare, io mi sono già buttato da un po’. E nel volo, in quei secondi che precedono lo schianto, passa una vita. Forse ne passa più d’una. Passano i volti di tutte quelle persone che ti dicono ti amo e poi quando tu hai bisogno di loro fanno spallucce e ti salutano con le loro paure e con le presunte gentilezze ti augurano pure buona fortuna, poi quelle di coloro che parlano di rispetto e di valori e che poi sono i primi a rubarti la tua energia di cui hanno bisogno per sopravvivere dandoti in cambio le loro briciole. Quelle che ti vogliono perchè fa fico o solo perchè sei carne marcia da poter mostrare in un salotto o in un blog, quelli che ti rubano i sogni perchè pensano che solo loro abbiano diritto ad averne così grandi e che non hanno la minima idea del perchè stai male incatenato su un monte del Caucaso con un palo su per il culo e un aquila che ti mangia il fegato che la notte ricresce pronto a essere rimangiato. E di quelli che ti promettono cose che sanno non potranno mantenere e di quelli che usano le tue debolezze per farti del male a gratis così, tanto per il gusto e di quelli che giudicano e di quelli che criticano e di quelli per i quali sei costretto tutte le mattine a rimetterti la tua bella maschera pirandelliana e mostrare che dentro di te non c’è alcun abisso. Che sei un tipo normale. Come loro. Uno tranquillo. Loro che non vogliono nemmeno provare a guardare che cosa c’è fuori dal balcone. Figuriamoci a lanciarsi.
E la cosa più dannatamente divertente è che a tutti questi tipi qua sopra, a tutti quelli che ti hanno rubato dentro e devastato l’anima, a tutti quelli che hanno preso un pezzo di te come souvenir a tutti le buone fatine o a tutti i predatori o agli gnomi della foresta o alle maestrine di scuola o agli eroi dello sport, ecco, a tutti loro tu vuoi ancora bene. A tutti. Nessuno escluso. Tu figlio di Prometeo senti di amarli tutti anche se tra pochi istanti ti schianterai per terra. Forse perché sai che anche tu li hai presi per il culo, forse perchè anche tu hai rubato, abusato, violentato, insultato, fatto del male gratis. Si certo, ti fa star meglio pensare che in fondo con ognuno di essi tu sei in credito. Perchè in cuor tuo sai che hai dato davvero molto più di quel che hai preso. Ma sai anche in un barlume di lucidità, prima che lo sballo sia totale, che (quasi) tutti questi potrebbero dire la stessa cosa di loro stessi. E capisci le loro bassezze, perchè sono le tue bassezze e comprendi il loro pattume perchè è la stessa immondizia che alberga da sempre dentro di te e finisci per amare tutti coloro che sono delle troie come sai di essere te.
Io sono una troia che ha fatto qualsiasi cosa solo per il gusto e non per denaro e se ho mai ferito qualcuno beh credetemi se dico che non è stato mai fatto in modo consapevole e spero che un giorno vorrà perdonarmi come io perdono tutti coloro che l’hanno fatto a me, perchè se come Prometeo mi ha insegnato sono uomini come me, l’hanno fatto solo per il gusto e non per denaro.
Mi sono rotto le palle di questo post e la finisco.
E mi sono rotto le palle anche di questo blog. Non so se e come e quando ci tornerò.
Che la vita (non la terra) vi sia lieve.
O.