Prometeo liberato

Ognuno di noi ha i suoi miti.

I gusti sono infiniti. Si svaria da chi nel suo personale altare adora il comunismo o il fascismo, chi Del Piero o Gianni Rivera o chi la Ferrari o Pippo Baudo. Io invece ho sempre amato Prometeo. Ecco se dovessi incontrarlo da qualche parte credo che per lui cambierei anche sponda.

La leggenda è ben nota. Prometeo ebbe l’incarico da Zeus di forgiare l’uomo che lui modellò dal fango e che animò con il fuoco divino. Prometeo però andò ben oltre il semplice compitino che gli era stato affidato. Lui si innamorò infatti  degli uomini e decise di difenderli dall’arrogante stupidità degli Dei.  E così quando, in un grande banchetto al quale partecipavano sia uomini che le divinità, fu portato un enorme toro, del quale metà doveva spettare a Zeus e metà agli uomini, Prometeo ammazzò l’animale, lo tagliò a pezzi e ne fece due parti. Agli uomini riservò i pezzi di carne migliori, nascondendoli però sotto la disgustosa pelle del ventre del toro. Agli dei riservò le ossa che mise in un lucido strato di grasso. Fatte le porzioni, invitò Zeus a scegliere la sua parte, il resto sarebbe andato agli uomini. Zeus accettò l’invito e prese la parte grassa, ma vedendo le ossa abilmente nascoste, si arrabbiò lanciando una maledizione sugli uomini. Fu da allora che gli uomini sacrificano agli dei  le parti immangiabili delle bestie, consumandone la carne; ma i mangiatori di carne,  per questo, rimarranno mortali mentre gli dei saranno per sempre immortali. Lo sfrontato raggiro fu però punito da Zeus che tolse il fuoco agli uomini e lo nascose. Prometeo a quel punto, incurante di ogni pericolo, entrò di nascosto nell’Olimpo, accese una torcia dal carro del dio sole e la riportò agli uomini.  Il padre degli dei punì Prometeo facendolo incatenare, nudo, con lacci d’acciaio nella zona più alta e più esposta alle intemperie del Caucaso e gli venne conficcata una colonna nel corpo. Inviò poi un’aquila perché gli squarciasse il petto e gli dilaniasse il fegato, che gli ricresceva durante la notte, giurando di non staccare mai Prometeo dalla roccia.

Non so perchè  questa storia ogni volta che la leggo mi emoziona. Oggi, come quarant’anni fa, quando la lessi la prima volta.

Cosa è cambiato in me da allora? Forse niente se amo ancora Prometeo come quando avevo dieci anni.

O forse tutto. Perché credo adesso di avere coscienza del perchè lo amo così tanto.

Gli dei (Elohim) erano avversi a che gli uomini divenissero “come uno di noi” (Genesi III,22), ed in possesso della conoscenza del “bene e del male”. Quindi in ogni religione tutti noi vediamo questi dei punire l’uomo per il suo desiderio di conoscere. Prometeo è il logos greco, colui che portando sulla terra il fuoco divino (l’intelligenza e la coscienza) dotò l’uomo di ragione e di mente.

Ma cosa è davvero il bene e il male? chi può onestamente dire che cosa sia il bene e che cosa sia il male?

Si, certo, l’etica è la parte della filosofia che studia il bene, che cos’è, come ottenerlo e come mantenerlo. Il codice di valori etici che accettiamo per vivere, per fare le nostre scelte di comportamento, per giudicare le nostre azioni e quelle degli altri forma la nostra morale. Oceani di inchiostro sono stati versati dalle migliori menti mai incarnate nell’uomo e non starò qua adesso a ricordare le sue leggi soggettive limitandomi alla sola legge del BENE OGGETTIVO, definito come tutto ciò che aiuta l’essere umano a vivere e a migliorare la sua vita SENZA violare la vita e il bene di qualcun altro.

Bello no?

Già.

A parole.

Insomma io credo che Prometeo avrebbe molto da dire in punto.

Per Erich Fromm la vera peculiarità della condizione umana è l’instabilità: l’uomo evolve, che lo voglia o no, in una direzione costruttiva che ricongiunge ed integra perfettamente la sua natura istintuale con quella spirituale oppure in una direzione distruttiva che disintegra queste componenti ed in ultima analisi lo stesso essere umano. E una persona decide quella che per lui è la scelta migliore tra varie alternative in ogni situazione, ma tale decisione è orientata in base alla direzione di sviluppo della personalità.

Io penso invece che tutti noi, uomini, possiamo essere o diventare, con i giusti stimoli, sotto le giuste circostanze, distruttori o costruttori. Nessuno escluso. Sono fermamente convinto che tutti quelli che stanno ancora leggendo questo stupido post intimamente sanno che se stimolati a dovere potrebbero compiere qualsiasi nefandezza o all’inverso creare o fare in modo di creare una nuova vita. Nuova armonia.

Ho vissuto gli ultimi anni in modo disperato. Non c’è bisogno di essere un artista per vivere una vita da artista. Una bruciata. Una volta i cantanti o gli scrittori maledetti si strafacevano di droghe e alcool. Oggi ci si sballa in modo diverso. E più si ha sensibilità più si perde il controllo e come quando guardi sotto il balcone e provi un’incredibile attrazione-repulsione per il vuoto. Una parte di te sa che devi fare un passo indietro e un’altra pensa “tu puoi farcela. Tu puoi volare”. E mentre sei in volo e sai che ti stai perdendo hai la forza di vedere le facce di tutti coloro che ti sono passati accanto. Soprattutto in quel momento tu entri in contatto con loro. Con le loro vere intimità. La loro essenza. E in un modo incredibile, riesci persino a leggere i loro pensieri. Diventi messianico. Leggi dentro le loro menti anche ciò che non ti dicono. Lo so, lo so, vi siete persi, ma non me ne frega un cazzo. Voi siete ancora là sul balcone a pensare, io mi sono già buttato da un po’. E nel volo, in quei secondi che precedono lo schianto, passa una vita. Forse ne passa più d’una. Passano i volti di tutte quelle persone che ti dicono ti amo e poi quando tu hai bisogno di loro fanno spallucce e ti salutano con le loro paure e con le presunte gentilezze ti augurano pure buona fortuna, poi quelle di coloro che parlano di rispetto e di valori e che poi sono i primi a rubarti la tua energia di cui hanno bisogno per sopravvivere dandoti in cambio le loro briciole. Quelle che ti vogliono perchè fa fico o solo perchè sei carne marcia da poter mostrare in un salotto o in un blog, quelli che ti rubano i sogni perchè pensano che solo loro abbiano diritto ad averne così grandi e che non hanno la minima idea del perchè stai male incatenato su un monte del Caucaso con un palo su per il culo e un aquila che ti mangia il fegato che la notte ricresce pronto a essere rimangiato. E di quelli che ti promettono cose che sanno non potranno mantenere e di quelli che usano le tue debolezze per farti del male a gratis così, tanto per il gusto e di quelli che giudicano e di quelli che criticano e di quelli per i quali sei costretto tutte le mattine a rimetterti la tua bella maschera pirandelliana e mostrare che dentro di te non c’è alcun abisso. Che sei un tipo normale. Come loro. Uno tranquillo. Loro che non vogliono nemmeno provare a guardare che cosa c’è fuori dal balcone. Figuriamoci a lanciarsi.

E la cosa più dannatamente divertente è che a tutti questi tipi qua sopra,  a tutti quelli che ti hanno rubato dentro e devastato l’anima, a tutti quelli che hanno preso un pezzo di te come souvenir a tutti le buone fatine o a tutti i predatori o agli gnomi della foresta o alle maestrine di scuola o agli eroi dello sport, ecco, a tutti loro tu vuoi ancora bene. A tutti. Nessuno escluso. Tu figlio di Prometeo senti di amarli tutti anche se tra pochi istanti ti schianterai per terra. Forse perché sai che anche tu li hai presi per il culo, forse perchè anche tu hai rubato, abusato, violentato, insultato, fatto del male gratis. Si certo, ti fa star meglio pensare che in fondo con ognuno di essi tu sei in credito. Perchè in cuor tuo sai che hai dato davvero molto più di quel che hai preso. Ma sai anche in un barlume di lucidità, prima che lo sballo sia totale, che (quasi) tutti questi potrebbero dire la stessa cosa di loro stessi. E capisci le loro bassezze, perchè sono le tue bassezze e comprendi il loro pattume perchè è la stessa immondizia che alberga da sempre dentro di te e finisci per amare tutti coloro che sono delle troie come sai di essere te.

Io sono una troia che ha fatto qualsiasi cosa solo per il gusto e non per denaro e se ho mai ferito qualcuno beh credetemi se dico che non è stato mai fatto in modo consapevole e spero che un giorno vorrà perdonarmi come io perdono tutti coloro che l’hanno fatto a me, perchè se come Prometeo mi ha insegnato sono uomini come me, l’hanno fatto solo per il gusto e non per denaro.

Mi sono rotto le palle di questo post e la finisco.

E mi sono rotto le palle anche di questo blog. Non so se e come e quando ci tornerò.

Che la vita (non la terra) vi sia lieve.

O.

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93 pensieri su “Prometeo liberato

  1. … Spero di rileggerti su queste pagine o di ritrovarti altrove,
    In questi mesi sto cadendo nel vuoto anche io e non so se avrò il desiderio di perdonare torti tanto grandi e tanto definitivi ma il blog mi ha prestato un paio di ali e la tua disperazione mi rattrista molto. La vita non è un viaggio accogliente ma se puoi arreda il tunnel.
    Spero che tu abbia la forza di tornare a sorridere. Caro O, prendi tempo ma se puoi torna…
    E non fa nulla se non hai più voglia di rispondere o di scrivere sciocchezze, ti auguro giornate migliori di questa. Neppure la disperazione più cupa attraversa intatta l’arco delle ventiquattr’ore. :) V.

  2. anche a me fa emozionare quella storia…..ma xkè kiudere il blog ……è anche un mezzo x sfogarsi……….tu ciò che scrivi non puoi andare in giro a raccontarlo………..e lo stesso io………..io ti seguirò sempre

  3. mi fai riflettere un casino, mi apri gli occhi, mi rendi cosciente di intuizioni sommerse, e spesso mi trovo a condividere il tuo sentire.
    Considerando quanto la mia vita abusi di concetti come il bene, la moralità, la giustizia e l’onestà, mi insegni a mettere tutto in discussione (io, non i princìpi, che di senso a mio avviso ne hanno, quantomeno per indirizzare un viaggio altrimenti ingestibile tante le rotte e le mete possibili: a proposito, non tutte le strade portano a Roma, ma più d’una senz’altro, spesso non viaggiamo in parallelo solo per scelta di itinerari differenti ma poi ci aspettiamo allo stesso punto d’arrivo per abbracciarci e dilungarci a descrivere l’un l’altro le avventure vissute lungo il percorso, e questo è un po’ il senso che ritrovo nel blog, ecco perché mi spiacerebbe smettessi di scriverci anche se ne hai ogni sacrosanto diritto).
    Si vive al meglio o al peggio di ciò che possiamo, non solo per scelta, per istinto, carattere, ma perché il nostro vivere si determina in ogni istante che aggiunge qualcosa, che toglie altro…siamo creta e spesso non abbiamo la possibilità di scegliere da quali mani farci plasmare. Condivido il riconoscimento del potenziale angelo o demone nella stesso ognuno di noi, per questo secondo me c’è bisogno di affidare la nostra condotta alla “supervisione” di qualcosa/ qualcuno che ci salvi dal nostro costante dibatterci tra opposte inclinazioni.
    Qualcuno che abbia a cuore tanto il nostro libero arbitrio quanto l’esito felice del nostro destino.
    Per il resto, io sono una che ha il terrore di volare, ma dal volo è affascinata, non scandalizzata. Però si può volare in molti modi, a me piace il volo che non termina con lo schianto violento, ma con un posarsi leggero a recuperare il contatto momentaneamente perduto.
    Ciao O, un abbraccio

  4. Hai scritto un post molto sincero, intenso, profondo. Si sente che è scritto con passione e sentimento e questo contagia. Come contagia la tua rabbia e il disincanto verso una realtà umana poco nobile ma della quale ognuno ha il proprio tesoretto di esperienze traumatiche. Ognuno è libero di fare ciò che vuole e mi dispiacerebbe te ne andassi perché mi sembra tu lo faccia più con rabbia che con disamore verso qualcosa che è ormai finito. E che tu lo faccia con un briciolo di vittimismo. Scusa la sincerità ma per quel poco che ci conosciamo mi stai simpatico e ti voglio bene.

  5. A nulla serve che io ti scriva “fai quel che cazzo ti pare”, dato che non sono certo io a poterti dire di fare il cazzo che ti pare, visto che comunque faresti il cazzo che ti pare senza ascoltare nessuno figuriamoci me. Ma visto che sono uno cui piace fare il cazzo che gli pare e in fondo mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse “fai il cazzo che ti pare” anche se lì per lì penserei “ma chi cazzo si crede di essere questo per dirmi di fare il cazzo che mi pare” e poi comunque farei il cazzo che mi pare, te lo dico lo stesso, almeno un giorno qualcuno dirà che sono stato profetico: “anvedi, aho… quello gli ha detto da fà er cazzo che je pareva, e lui l’ha fatto davero”… Insomma, Masticò, vai, fai il cazzo che ti pare. Ti mando un abbraccio (che puoi ricambiare, se ti pare, ma se no no, fa lo stesso). :D

  6. Mast, Fratello
    “enfant terrible”.

    “Rilevante risulta, in questo post, il significato della parola-chiave «malinconia». «Malinconia» è termine usato in medicina medievale; significa letteralmente “umor nero”, inteso proprio come secrezione della bile.
    Quindi ti racconto una barzelletta per cambiare umor:

    Una vecchietta Lucchese, entra nello studio di un medico a piccoli passetti.
    -Dottore ho un problema di gas intestinali. Non è che la cosa mi disturbi poi molto, perché le scorregge che faccio sono silenziose e assolutamente non puzzolenti. Però un po` mi infastidisce; vede, da quando sono entrata nel suo studio ne avrò mollate una ventina. Naturalmente lei non se ne è accorto perché sono silenziosissime e non puzzolenti, però è così.
    Il dottore la guarda e le dice:
    - Capisco. Conosco bene questo tipo di problema. Faremo due cure separate. La prima cura consiste nel prendere queste pillole per una settimana ininterrottamente.
    Dopodiché torni da me e vedremo per la seconda parte.
    Dopo una settimana la vecchietta si ripresenta:
    -Dottore, non so che cavolo mi ha dato da prendere, ma adesso le mie scorregge sono si silenziose, ma di un fetore impossibile…!
    E il dottore, alzandosi con un sorrisetto, le dice:
    -Bene. Adesso che la sinusite è guarita vediamo cosa possiamo fare per l`udito…

    Ahahahaha!!!!!!!!!!

    Ti voglio bene Alienooooo
    Edo

  7. So di alti e di bassi, di disperazioni e di entusiasmi irresistibili, di voli liberi e di corpi schiacciati a terra senza più la forza di rialzarsi. So che queste sono onde che ci investono e poi passano per fare posto a quelle successive. Forse Prometeo durante la notte tornava ad essere felice. Grazie per questo post, che sia o no – come spero – l’ultimo.

  8. E’ troppo caldo per rispondere lucidamente. Comunque sia, qualunque scelta tu faccia, fai bene. E poi… come si dice? “Se ne vanno sempre i migliori”…. Detesto l’estate.
    Susanna

    • Ciao Susanna.Tu dici bene: “se ne vanno sempre i migliori”, ma l’alieno non è “Il Migliore”, è uno che dice delle stronzate raffinate, rispetto alla maggioranza dei bloggisti, cui senza ombra di dubbio resterà.
      Sono al bar: granita al caffè con panna…buonissima.
      Buona domenica e stasera, Italia – Inghilterra: 2 a 0

  9. Adesso tutte (perché la maggior parte sono donne) a consolare il povero Masticone bello (non so quanto) e dannato, il che fa sempre presa.
    Io no.
    Non era più semplice dire che ti sei stufato? O che dal blog non hai ricevuto quanto ti aspettavi?
    No, non sei nemmeno un Prometeo venuto a portare la scintilla del fuoco a noi poveri umani, sei solo un Narciso egocentrico e compiaciuto di te stesso. Lo si evince dal quel tuo “non me ne importa un cazzo(sottinteso, nemmeno tanto… di quello che pensate)”, dai tuoi tag farlocchi messi solo per acchiappare gente, dal tuo compiacerti del numero di allocchi che cascavano nel tranello.
    Un blog si scrive per condivisione o per esibizione (e un briciolo di esibizione c’è in ognuno di noi). Tu lo scrivevi per esibizione, per far dire “ma guarda ‘sto qui come è bravo, come si esprime bene”…vero, la dialettica non ti fa difetto, ma un blog è altro. Ed io preferisco la condivisione, di un pensiero, un verso, un’esperienza, un’opinione, un sorriso, una musica o quant’altro possa provocare un’emozione. Meglio quindi chi mi emoziona anche se in maniera rozza e sgrammaticata di chi ambisce solo alla gratificazione personale, all’aumentare delle visioni del blog che si è trasformato invece in un BLOB mostruoso, che si accresce giorno per giorno, nutrendosi di ciò che gli si avvicina. Insomma, meglio una margherita di campo ad un collier di diamanti.
    Mi ero riproposta di non leggerti più finché ci sarebbero stati quei tuoi tags fasulli ed indecenti, limitandomi al preview dalla posta. Ora il problema non si porrà più.
    Ma ti devo ringraziare comunque, per “Mattatoio N.5″…letto ed apprezzato: questa sì un’emozione. A volte bene e male si mischiano.
    Scendi dal piedistallo (se ti butti dal balcone, bisogna anche vedere a che piano stai…se abiti al pianterreno rischi solo una slogatura) e stammi bene…Con un sorriso ed un arrivederci, perché lo so che tornerai comunque…
    Loredana

  10. La prego signor Masticone, torni. Scrive molto bene. Ma, soprattutto, visto che i commenti dei suoi lettori denunciano una media del Quoziente Intellettivo attorno a 80, é il caso che restino confinati qui, invece che disperdersi altrove a dire cazzate. Motivo per cui eviterò di aggiungere altri commenti. Adoro distinguermi da quelli col Q.I. basso.

  11. le gesta di prometeo vennero tessute nella tela più bella di tutte, quella di aracne, perché era sua la tela più bella, afrodite adirata per questo l’ha punita strappando la tela e trasformandola in ragno e aracne ha capito? Manco per il cazzo, lei continua a tessere e tessere come me, come noi.

    Capisco ogni singola parola di ciò che dici, mi spiacerà se non torni, ma lo capirò

    un abbraccio e buon volo

  12. Fratello dove seiiiiiiiiii!!!!!!!!!

    Ti racconto una barzelletta:
    Prometeo passeggia con il cane. Incontra Era che gli dice:
    “CHE BEL CANE! ALANO?” – risponde:
    “Che ne sò, cacare, caca.”

    Ti abbraccio, Edo

    piesse, Ti raccomando giovedì forza Italia

  13. Forse mi sono arrabbiata alla lettura del post precedente, perchè avevo “intuito” questo.. una chicca…. E bravo il nostro O(scar Wilde), che dall’alto della sua grandezza accetta DI farsi martire come Prometeo per l’amore profondo che nutre nei confronti del suo prossimo, soprattutto di quello che in qualche modo lo ha fatto soffrire. Chè poi, dice, anche lui ha fatto soffrire. Fantastico! Quest’uomo di che è capace! I suoi lettori, nonchè taluni conoscenti, si prostreranno dimostrando gratitudine eterna. Ma per favore! cosa credi, che i tuoi lettori siano tutti istupiditi?
    Scendi dal pero, O(scar) che buttarsi nel vuoto è una rinuncia a prescindere e non ha nulla di messianico. Siamo tutti qui, brutti sporchi e cattivi, nonchè irriconoscenti… noi, i vari gnomi e folletti e fatine e maestrine. ..e paraculi…
    Non ti è mai passato per la mente che forse fra quelli che ti hanno detto ti amo, qualcuno potesse aver detto la verità, ma poi, la vita è dannatamente complicata.. (ricordi quel tuo amico innamorato di una che però si era eclissato e l’aveva lasciata in pace perchè lei era impegnata, o qualcosa di simile, ora non ricordo bene e non ho voglia di andare a rileggere). E cmq era tanto per fare un esempio. Tu vedi un fatto, un comportamento e non ti passa nemmeno per la testa di pensare che forse la chiave di lettura è differente. Tu ritieni che sia giusto ed esatto solo il tuo (uno) punto di vista. Come detective faresti schifo. ;)
    Se questo è un addio, allora addio. Se invece è un arrivederci ,perchè devi solo sbollire rabbia, allora tornerò fra queste pagine.
    Un abbraccio, emmenomaleche hai un fratello come Edo :)

  14. Mast, fratello resta ancora in esilio fino a domenica poi,puoi tornare, che stai portando fortuna a Brandelli.
    Hai visto l’Italia che partitona con la Germania?
    Domenica, ti raccomando abbiamo la Spagna. Evvaaiiiiii !!!!!!!

    Ti racconto un aneddoto:
    Silver Silvan viveva in un ospedale psichiatrico. Un giorno passeggiava vicino alla piscina dell’ospedale, improvvisamente un’altra paziente si butta nell’acqua e cola a picco… Silvan salta a sua volta e la riporta in superficie. Quando il direttore dell’ospedale viene a sapere dell’atto eroico decide subito di lasciarla uscire dall’ospedale in quanto il suo atto di bravura dimostra che è mentalmente stabile. Così il Direttore va da Silvan per dargli la notizia e le dice: – Ti devo dare una bella e una cattiva notizia! Quella bella è, che ho deciso di dimetterti dall’ospedale in quanto sei stata capace di compiere un atto eroico salvando la vita di un’altra persona. Credo che tu abbia ritrovato il tuo equilibrio mentale… La cattiva notizia è, che la tua amica si è impiccata nel suo bagno con la cintura della vestaglia!
    Allora Silvan guarda perplesso il Direttore e risponde: – Non si è mica impiccata, l’ho appesa io per farla asciugare…

    Mast, fratello ti abbraccio, Edo

  15. Uff, in questa marea di commenti il mio vale come un pessimo libro.
    Se hai bisogno di leggere lo prendi dal lucido scaffale ligneo, altrimenti lo lasci lì, tra tante altre viscere d’albero usate per comunicare qualcosa agli atri.
    Cosa voglio comunicarti io, con il mio manuale di sdegnata filosofia?
    Che tu hai bisogno di scrivere, quindi riprenderai a farlo prima o poi.
    Punto su un massimo di due mesi e avrai nel frattempo già ricominciato a battere sulla tastiera; oppure no, forse non sarà una voluminosa tastiera la tua arma bensì una sottile ed affilata penna a sfera. Chi può dirlo?
    Il concetto è lo stesso: tu, come me, hai bisogno di scrivere.
    Alberga in te un alone assetato d’inchiostro, a cui poco importa se i suoi versi saranno ascoltati da anima alcuna esclusa la tua. Ciò che desidera è solo esprimersi, anche solo per te stesso, per lo scrittore, per il drogato di caratteri, che non può fare a meno di dire la sua, che approfitta di ogni occasione per dilungarsi in lunghi commenti come io stesso sto facendo, o che dal nulla salta fuori con una nuova idea, un nuovo argomento, qualcosa su cui lavorare, che sia un fantasy, una critica, un saluto, un giallo, una recensione, una riflessione, un diario…
    I generi sono molti, ma li accomuna il languorino provenienti dagli alti organi del tuo corpo, quelli che masticano tutto il giorno e digeriscono solo la notte: le tue cervella ti obbligheranno a scrivere ancora, e ancora, e ancora.
    Puoi anche cancellare questo blog, ricominciarne uno nuovo, ma il risultato sarà identico.
    E tu lo conosci già, non serve che te lo dica, a buon intenditor…troppe parole, nel mio caso.
    Termino quindi con un mio personale messaggio in cui, come al solito, esprimo ciò che provo nel leggere le tue parole: ottimo lavoro, sei riuscito ancora una volta a tenermi incollato a questo luminoso schermo per quei cinque preziosi minuti in cui non posso prevedere ciò che starai per dire, e per questo rimarrò strabiliato nel leggere che tu hai deciso di buttarti e perdonare, che ami Prometeo, l’ideale salvatore dell’uomo, e che sei stanco di questa ipocrisia generale dettata dall’egoismo, ma la accetti comunque.
    Spero che il tuo periodo di pausa termini presto, nel frattempo ti auguro una buona estate.
    Arrivederci Mandibolone!

      • vabbuò, diciamolo: qui siamo di fronte ad un masticone uno e trino. Magari pure quadrino ;)
        Silvan, sim sala min, mica sei tagliente come una femmina, anche se ti proponi come tale…
        Salutami Masticone. Spero stia trascorrendo buone vacanze.

    • “cara” grandissima zoccola, se gli uomini si sentono legittimati a dare a tutte della troia, anche quelle che non lo sono, é per “merito” tuo. E le piattole le auguro a te, hai molta più probabilità di prendertele. Se poi ti becchi anche l’aids, fai un favore all’universo, a toglierti di mezzo.

  16. …non mi sono persa, è molto chiaro e lineare il tuo pensiero. Prometeo, non credo la sua storia sia conosciuta ai più, non credo che siamo in tanti a fare autoanalisi. E’ più facile guadarsi intorno che dentro, ma fatto bene dà le sue soddisfazioni, comunque, a prescindere.
    Saluti a arrivederci

  17. Ciao Mast, fratello
    Mi dispiace che hai permesso alla “Signora” Silver Silvan, una anacronistica per antonomasia, permetterle di lasciare commenti così profondi.
    Ti ricordo un suo commento qui nel tuo post recita: “La prego signor Masticone, torni. Scrive molto bene. Ma, soprattutto, visto che i commenti dei suoi lettori denunciano una media del Quoziente Intellettivo attorno a 80, é il caso che restino confinati qui, invece che disperdersi altrove a dire cazzate. Motivo per cui eviterò di aggiungere altri commenti. Adoro distinguermi da quelli col Q.I. basso”.
    Infatti, si sta distinguendo e, sta evitando di aggiungere altri commenti. Alla faccia della coerenza.
    Accidenti, ora capisco la stai tollerando per… l’hai fatta cucinare nel suo stesso brodo…è caduta nella merda da sola.
    A proposito di merda ti racconto una barzelletta:

    Silver e una sua amica vanno in giro per strada quando ad un certo punto
    vedono un enorme chiazza marrone davanti a loro. Silver: -
    Sicuramente e’ cacca. – No! – dice l’amica – e’ cioccolato! -
    - E’ cacca! – E’ cioccolato! I due continuano per un po’ quando l’amica
    propone: – Perche’ non l’assaggiamo? – OK! I due
    assaggiano: – Silver:- hai ragione! E’ proprio cacca! Per fortuna che non
    l’abbiamo pestata!
    Ecco il perché dei suoi commenti aromatici e profumati. ( conclusione ironica, ;-) ))))))

    Un fresco abbraccio, Edo

    • Ma che schifo.

      Che bello avere a disposizione un consulente psichiatrico appena scappato dal manicomio. Mica da tutti. Cocco, puoi cancellare la tua dimostrazione dalla lavagnetta, ora, l’ho letta! Vai a scriverci un trattato, poi lo metti sul tuo blog. Non vedo l’ora di leggerlo! Soprattutto non vedo l’ora di leggere i commenti! Se sono come quelli che ho visto, in tre minuti me la cavo. Soffrono di eiaculazione precoce. Vogliamo fare qualcosa? Che so, un inchiostro stimolante o ritardante. Oppure ti ripigli con la ninfetta da strapazzo, la Cicciolina di Calcutta. Quella che si fa le irrigazioni vaginali con la varechina, per intenderci. Così ë pulita.

    • Caro signor Edo, avevo deciso di soprassedere ma forse é il caso che glielo spieghi. Se l’é letto, il post? Ho voluto vedere se il metodo funzionava. Per la cronaca,non funziona. Il motivo é ovvio. La merda altrui non sarà mai la mia. Lieta di sapere che per lei non é così. La abbandono ai suoi variegati olezzi multiformi. E “dolci”. In questo caso, però, la definizione giusta é “melata”: volgarmente, sarebbero escrementi di pidocchio. Attirano le formiche, non a caso. Ha presente quegli insettini piccoli piccoli? Se li tenga! Io preferisco i formichieri.

  18. Dalle irrigazioni con la varechina é passata ad infilarcisi i ghiaccioli, vedo. Per rimanere dolce, probabilmente. Sia mai, un calo di zuccheri.

  19. Ti ringrazio per le tue visite al mio blog. Incuriosita, ho voluto leggere questo post.
    Perdonami, ma la tua mi pare una condizione, simile a quella di tutti gli uomini (solo che il più delle volte non se ne rendono conto), cioè una condizione di solitudine abissale nella quale per alcuni frulla la domanda: ma chi o che cosa mi darà felicità vera?
    Ciao!

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