Il virtuale frega.
Il virtuale amplifica ogni cosa. Il bello e il brutto.
Capita così che si possano incontrare persone decenti e pensare che siano fantastiche oppure persone di basso spessore che diventano improvvisamente miserabili. In realtà non è vera nessuna delle due asserzioni. Tutti possiamo essere tutto sotto le giuste circostanze e con gli stimoli appropriati. E’ solo che, chi ci mette un po’ di cuore, qualche volta può anche restarci male.
Alcuni dei commenti che sono stati postati ad esempio sono stati veramente colpi bassi che pensavo di non meritare. Ammesso mai che qualcuno meriti qualcosa poi. Alcune persone che hanno sentito la necessità di dirmi che cosa e come deve essere un blog. Soprattutto più d’uno mi ha accusato di scrivere il blog per esibizione (a codeste persone faccio umilmente notare che se fosse stato per quello bastava metterci nome e cognome e dire comprate i miei libri. Cosa che in genere qua dentro in genere fa chiunque, persino se si autopubblica). Poi mi hanno definito pallonaro, vecchio decrepito, pelle ammuffita, satiro, satrapo, pesce balla, coglione, pasturatore, millantatore, puttaniere. In fondo ci stanno tutti quante queste amorevoli descrizioni. Non ne rinnego nemmeno una. Ognuna ha un suo perchè. Ma, se posso dire, è l’indifferenza che mi ha colpito. Persone che passavano per essere, nel caso peggiore, buoni vicini di casa che semplicemente spariscono. Insomma chi se ne frega che fine fai. Cambi casa? te ne vai? hai un tumore? hai perso il lavoro? muori?
Bene. Cazzi tuoi. Me ne sbatto. Evito anche di mandare un telegramma di condoglianze.
Il tema dell’indifferenza non è nuovo e so di sfondare porte aperte, qua, come nella vita, vera. Credi di aver creato, magari pure malamente, una piccola, banale, community alla quale però in qualche modo assurdo tieni. E invece ti accordi che, come nelle migliori tradizioni è pura finzione. Come quasi qualsiasi altra cosa. Prendiamo dove ci va, quando ci va e diamo indietro qualche cosa, come ci va, quando ci va. Nessun obbligo di legge. Niente. Solo una convivenza, un DICO, nel quale chi c’è c’è e chi non c’è, chi se ne frega. “Amici” che vanno, altri che vengono per poi andare di nuovo. Persone che pretendono attenzioni, ma che non sono mai disposte a darne in cambio se non quando e come vogliano loro.
Banalità. Lo so. Le solite triste storie banali che capitano in ogni città del mondo e che nel virtuale amplificano i loro effetti. Devastanti per le anime più sensibili. Puttanieri included.
Qualcuno (lo stesso che sostiene che ho aperto un blog per esibizione) ha spiegato in modo approfondito che il blog è condivisione. La cosa che non comprendo ancora è come si possa ritenere più nobile condividere le proprie insensate e orripilanti poesie piuttosto che il gusto per la cazzata in quanto tale che è il motivo per cui tarocco (dichiarandolo) i TAG. Cambiare i TAG è uno stile di vita, una filosofia di pensiero di coloro che credono che non sia sano prendersi troppo sul serio.
La differenza tra quelli che pensano come me e quelli che “condividono” poesie di ‘sto cazzo? Beh, l’ha messa in bella mostra qualcun altro al quale ho imprudentemente chiesto come stava in un commento sul suo blog e mi ha risposto dicendo che il suo blog è sacro e non può essere sporcato da domande personali come quella. Blog in cui, per inciso, posta le foto della sua città neanche fosse la locale Pro-Loco. Bah, mistero!
Di recente poi ho notato che un’anima in pena che si è iscritta al blog con la mail tarocca braccio@diferro.it, ha preso dimora in questo posto abbandonato sparando su tutti e facendo saltare i nervi a qualcuno. La cosa che più mi ha divertito è vedere come io sia stato accusato pure di essere lei/lui in incognito. Per la verità mi hanno accusato anche di essere Edoardo e non so chi altro. Il virtuale amplifica ogni cosa. Pure la demenza. Ma questa cosa mi sa che l’ho già detta. Per quanto sia assurdo che lo debba precisare, confesso che non mi sono mai postato sul mio blog con altro nickname. E paranoia per paranoia credo che sia qualcuno conosciuto che si diverte a massacrare ogni cosa. E comunque ne ha diritto. Tanto quanto ne hanno avuto gli “amici” che si sono dati, sparendo nel nulla. Però cara/o Silver Silvan, lasciami stare Dolce Uragano e EDO che sono stati gli unici a rompersi le palle per venire qua a salutarmi di quando in quando, ricordando che esistevo. Mi stai simpatica/o, quanto meno non sei banale, però ti prego, se puoi, non esagerare con l’insulto. E se proprio devi massacrare qualcuno spara su di me, tanto oramai manchi solo te…
E comunque alla faccia di Ombradiunsorriso, ho deciso che non solo tarocco i TAG, ma per questo ritorno tarocco pure il titolo del post. E affanculo tutto il resto…