Adesso vi spiego cos’è la stupidità.
Anzi no. Sarebbe troppo lungo e difficile. Però una piccola fotografia dalla mia terra mi piace mandarla. Perchè ci sono cose che proprio non reggo più.
Io, un giorno si e l’altro pure, vado a pranzo alla Mensa comunale di Capannori. Che è poi dove vivo e lavoro. Adesso lo sapete. Quindi se volete unirmi al mio desco sarete super very welcome, quando e come volete.
Come fare per riconoscermi? E’ facile. Sono l’unico là dentro che litiga. Tutte le volte.
Eppure odio farlo. Insomma sono un tipo mansueto e oramai addomesticato. Un perdente che sa di esserlo.
Perché lo faccio allora?
Solo perché la rabbia ogni tanto va sputata fuori.
Dall’inizio di quest’anno il genio del male, lo scienziato che sovraintende alla stesura dei prezzi, ha deciso di incentivare quelli che loro chiamano “pasti strutturati” a danno del “pizzico-pizzicone” di chi, di mangiare primo-secondo-contorno acqua e frutta” a pranzo non c’ha proprio voglia.
Detto così non vuol dire molto, ma se si va nello specifico arriva il famoso genio italico che ci ha resi famosi “all over the world”: la stupidità liquida!!!!
Cosa succede?
Se uno prende:
a) primo, contorno, acqua e frutta paga sei euro
b) primo, secondo, contorno acqua e frutta paga otto euro
E fino a qua niente di strano.
Ma se decidi di prendere ad esempio, Primo, acqua e frutta, oppure secondo e contorno e basta, uscendo dal “pasto strutturato” finisci per prendere meno e pagare di più
E io, che prendo “Primo, acqua e frutta” mi ritrovo puntuale la signora bella rubiconda alla cassa che mi chiede sette euro.
Poichè questa cosa mi irrita non poco le faccio notare ogni volta che si sta sbagliando. E lei, proprio come film di Troisi e Benigni comincia la litania. Nel suo caso mi risponde sempre “Non ha preso il contorno è fuori dal pasto strutturato”.
Mi scusi, le faccio notare, capisce da sola l’assurdità di prendere apposta il contorno per buttarlo via per poter pagare sei euro anzichè sette no?
e lei
Da dove vieni, cosa porti, dove vai, un fiorino.
No, davvero, signora cicciona, bella piena all’amarena, non può obbligarmi a prendere il contorno e a buttarlo via per risparmiare un euro. E’ un insulto alla povertà. Facciamo che lei ha visto che l’ho preso e poi l’ho ridato indietro e mi fa pagare sei euro no?
Da dove vieni, cosa porti, dove vai, un fiorino.
Ora, so che non ci credete, ma è davvero così. Giuro E io allora blocco la fila. Il mio modo di protestare. Ci litigo ogni volta fintanto che, quelli dietro, non ne possono più e mi urlano di togliermi di torno con il contorno che nel frattempo l’altra signora preposta mi ha fatto avere il piatto di contorno e che a spregio tutte le volte mi fa: “Ci faccia quel che le pare, lo mangi, lo butti, lo dia in pasto al cane a noi non importa”
Mi guardo indietro e vedo operai, impiegati comunali o cazzoni come me affamati come lupi, mi commuovo e lascio perdere.
Prima di andarmene non rinuncio alla catechesi e chiedo a Ciccia Amarena perchè non prova una volta ogni tanto, non sempre è, solo una volta ogni tanto a usare la sua testa senza rifugiarsi nello stereotipo del “io non decido niente, faccio solo il mio lavoro”
E lei, pazzesco, non si scompone di un millimetro. E’ veramente una donna incredibile. Non si sposta di un appoggio. Ma proprio nemmeno uno e mi ripete, con fare impassibile, il suo mantra preferito:
Da dove vieni, cosa porti, dove vai, un fiorino.
ma vafangulo