The GREAT CIOFECA BLOG AWARD

Basta.

Un se ne pole più (orribile toscanismo ma ci sta proprio bene).

Mi sono scassato la fava di vedere le migliori menti di WP andare via lungo le strade che non portano mai a niente, cercare il sogno che conduce alla pazzia nella ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno già, dentro alle notti che dal vino son bagnate, dentro alle stanze da pastiglie trasformate, lungo alle nuvole di fumo del mondo fatto di città, essere contro ad ingoiare la nostra stanca civiltà e un dio che è morto, 

Insomma basta con le autocelebrazioni pezzenti.

A me MI ( e che cazzo qua obbligatorio) i premi di Blog in cui i relativi bloggers rispondono in modo miserabile a domande patetiche su stessi fa pena.

“Una volta, tanti anni fa, ho preso la medaglia al valor civile perchè ho fatto attraversare una vecchietta sulle strisce pedonali” oppure “Preferisco mangiare l’orata al cartoccio perchè il branzino sta diventando troppo popolare” o anche “Io voto Grillo perchè non ho capito che cosa dice ma lo dice bene” insomma cose così.

Si capisce di essere invecchiati quando si finisce per sopportare (quasi) tutto. Quando ci è chiaro cioè che è del tutto inutile farci il sangue amaro per cose miserabili che solo qualche anno prima ci angustiavano e che all’improvviso cambiano prospettiva e non provocano più quell’uggia tremenda che è causa di turbolenze emotive ma soprattutto relazionali visto che, quando si ha carattere si finisce sempre per tirar fuori la cosa che ti ruga dentro.

Molti di esse arrivano a non toccarti più fino al punto che ci vedi dentro l’involontaria comicità e finisci per sganasciarti dalle risate.

Bene.

BASTA.

Botta di vita giovanile.

Io mi ribello.

E ho deciso di creare il nuovo “THE GREAT CIOFECA BLOG AWARD”

E’ tempo di dire basta al pattume che gira sulla rete. Mettiamo alla berlina BLOG ridicoli e non incensiamo BLOG che fanno pena.

Tuttavia, poi ho avuto un’educazione catto-comunista, mi assale il buonismo ed eviterò, di fare la lista di BLOG miserabili che andrebbero boicottati.

E, tac, qua arriva la genialità (?) della mia idea, il GREAT CIOFECA BLOG AWARD, avrà solo una regola: l’auto-proclamazione.

Insomma io non nomino nessun BLOG di merda e anzi mi autoproclamo io il primo (e finora unico) possessore del nuovo premio che schifa e disdegna tutti gli altri e che si vanta della propria monnezza al punto di metterla nei propri widget a latere del blog stesso.

Tutti coloro che aderiranno dovranno fare la stessa cosa. E’ gradita pure l’aiuto per trovare un logo ad hoc da piazzare. Avevo pensato a un bel cesso con scritta sopra, ma non sono bravo con la grafica.

Metto in conto che nessuno mi seguirà in questa follia. E devo purtroppo confessare che non me ne frega una cippa lippa. Sarà in quel caso l’unico e inimitabile auorded

Blog affidabili e inspiring….ma andateve affanculo

(Scuole) Primarie

Ho deciso che anche questa volta non voterò.

Sai che novità.

So che molte persone ritengono che sia una scelta da qualunquisti. A volte piace giocarci sopra anche a me, ma non è affatto così. Mi spiego meglio. Il dovere del voto fu una cosa che i celeberrimi “padri costituenti” misero in bella mostra e sottolineato con tanto di obbligo sanzionabile, perchè il Paese veniva dal ventennio fascista e occorreva abituarlo a forme di democrazia in cui la partecipazione popolare era indispensabile per poter giustificare il potere che comunque una classe di oligarchi si sarebbe presa.

Sono passati quasi settant’anni da allora e le cose sono (parzialmente) cambiate. Oggi il dovere di andare a votare è anacronistico. Soprattutto illegittimo. Insomma è come dire a un vegetariano di dover per forza scegliere tra un gustoso piatto di  porco arrostito con olio Bunga Bunga e un vitel tonnè in salsa romagnola. Uno ha anche il diritto di dire “Nessuno dei suddetti”. Anzi mi era pure venuto in mente di creare una lista con questo nome, raccogliere le firme e partecipare alla prossima tornata elettorale. Sono quasi certo che sarei finito in Pappamento e mi sarei sistemato una volta per tutte.

L’obiezione standard dei “nudi e crudi” i/le pasionari/e  a questo approccio mentale è sempre lo stesso da secoli “Non voti? allora non puoi parlare nè hai diritto di lamentarti”. Allo stesso modo in cui, allo stesso vegetariano di cui sopra, si rispondesse “stai crepando di fame? allora o ti ingozzi di suino o non rompere i coglioni”.

Le Primarie poi sono quanto di più nefasto possa esserci, date le circostanze. Hollywood oramai, dopo averci venduto Jerry Lewis e American Pie, c’ha sbolognato pure quest’altra americanata che è quanto di più ridicolo possa esistere in Italia. Un po’ come quando negli anni sessanta e inizio anni settanta, le famiglie italiane per un po’ di tempo, imbarbarite dalla televisione yankee bevevano a tavola il latte come nei Blockbuster perchè faceva fico. Ci sono voluti anni per comprendere che era una stronzata galattica. Perchè dico che in Italia non possono funzionare  le Primarie? perchè noi siamo europei cazzuti e non fricchettoni sportivi come quelli dalla parte di là dell’Oceano. Da noi, quando si insulta qualcuno, si insulta per davvero. Insomma non si possono fare (a meno che non siano fatte per finta com’è stata l’ultima volta per il PD quando serviva a incoronare con plebiscito bulgaro Bersani, prendendo cioè per il culo tutti) perchè se i leader del partito tirano fuori tutto il marcio che c’è nell’armadio dell’avversario come sta avvenendo adesso nel PD, dopo rimetterli assieme per dire che sono uniti per la vittoria a noi ci fa ridere. Gli americani sono più ingenui e naif. Loro sanno che in fondo dire al tuo rivale nelle Primarie che è un pedofilo o un maniaco sessuale  o un frocio, fa parte del grande gioco e che se dopo, quelli che prima si scannavano, si mettono d’accordo è normale. Noi no. Noi siamo più cattivi. E ci mettiamo a ridere e li mandiamo a cagare.

E poi dai. Che cosa cazzo si può votare davvero oggi?

A sinistra fanno ridere. La gioiosa macchina da guerra che vincerà le elezioni per NON governare perchè non troverà accordi è composta dalle stesse persone. Insomma hanno cambiato quanti? cinque nomi al partito: PCI, la quercia, l’ulivo, DS, PDS (e forse ne ho scordato qualcuno) e le facce sono sempre le stesse e le argomentazioni pure. Un disco rotto. E vabbè, allora uno dice: vota Renzi. Beh, Matteo Renzi a me sta simpatico. Tutti i furboni sono simpatici. Lui è un volpone diretto da Gori un leader nella comunicazione che lo dirige come una marionetta e lo sta portando dritto dritto a Palazzo Chigi se solo puta caso vincesse le Primarie. Però uno che il suo programma lo va a dire solo in televisione e non lo spiega al suo partito nemmeno alla direzione regionale dove è iscritto d’ufficio e non partecipa mai a una riunione mi sta un po’ sui coglioni. Anche perchè se dice anche poi che i rapporti di forza che dovranno essere valutati all’interno di quel partito stesso dovranno essere misurati in forza di quanti voti lui prende al di fuori di esso è da cacciare via subito. Non lo fanno perchè hanno paura. Ma uno che ha queste modo di pensare può fare danni anche senza avere (come infatti non ha) nessuna idea vera in testa che non sia la classica Fuffa. Gli altri? vogliamo parlare di Civati che era un rottamatore amicone di Renzi e poi dopo che hanno litigato per una questione di bottega non si parlano quasi più? ma dai…

A destra non fanno più nemmeno ridere. Insomma finchè c’era Silvio dai, ammettiamolo, era uno spasso. Che piaccia o non piaccia verrà studiato nei secoli a venire come un uomo normale, possa aver preso per il culo un Paese che si ritiene civile per 20 anni. E la forza di Silvio era che faceva ridere. E a chi fa ridere, qualche volta, si perdona ogni cosa. Adesso c’è Alfano. No dico. Ma chi è il pazzo che pensa che Angelino Alfano possa essere uno che può tenere in mano il timone di un Paese allo sfascio come il nostro? se c’è si faccia avanti o taccia per sempre. In alternativo a Angelino, c’è la Santanchè. Devo dire altro? basta il nome. Santanchè. L’ho vista ieri sera in televisione e parla sembra una statista. Non muove più il labbro superiore da quanto botolino s’è iniettata e gli zigomi sono così appuntiti che romperebbero (oltre che le palle) qualsiasi cosa gli sbattesse addosso. Però dice cose che sembra Evita Peron. Sembra che stia sui coglioni oramai anche a Sallusti che non ne pole più. Con lei il PDL si aggirerebbe in una forbice tra il 2 e 3 percento. Il terzo incomodo è Tabacci. No, voglio dire: BRUNO TABACCI. Cazzo, mi sta simpatico abbestia, parla bene, dice cose sensate, ha cultura e pure ben 201 followers su twitter. Ne ho più io su questo blog. Uno dice: ah, ma parli come Gasparri allora. No perchè Gasparri è un altro che potrebbe far ridere molto meglio di me e potrebbe essere un ottima alternativa ai tre suddetti, ma non si candida perchè ha paura che l’unione europea gli imponga un’operazione agli occhi camaleontici che si ritrova. Purtroppo Formigoni l’hanno fermato prima, sennò vinceva lui. Pare che fossero già pronti pacchetti vacanze costruiti apposta per lui dalle agenzie viaggi romane.

Vogliamo parlare poi di Grillo?

Grillo è un vero fenomeno. Se qualcuno si azzarda ha dirgli “Scusi signor Dio, lei sta dicendo una cazzata” lui lo sbatte fuori dal movimento a cinque stelle. Non vuole nessuno dei suoi in televisione a parlare. Puoi andarci solo lui. A vendere i suoi spettacoli deliranti. E il suo amico Di Pietro? l’indagine di Report l’ha messo finalmente a nudo. Una persona normale aveva già compreso che Di Pietro è il pericolo pubblico numero uno per una democrazia vera. Un giustizialista come lui nemmeno Tognazzi nel film “Tutti dentro”. Ma adesso è venuto fuori che prima di entrare in politica era un uomo normale, con un patrimonio normale, che viveva in  modo decente e adesso è invece, dopo 20 anni di politica un uomo ricco. S’è pure accattato il miliarduccio che la vedova Borletti gli aveva donato come eredità per portare avanti le sue battaglie. La signora Borletti aveva destinato soldi a lui e a Prodi. Il professore, con dignità, li aveva versati nelle casse del partito. Di Pietro s’è comprata una villa. Insomma un vero figo.

In Sicilia ha vinto Crocetta, lanciato da Lombardo che è stato uno dei peggiori amministratori degli ultimi decenni assieme a Cuffaro. Uno che ha fatto delle sconcerie talmente vergognose che lo stesso suo partito PD l’ha sconfessato e ha detto che il PD siciliano ha scelto un’autonomia di cui i dirigenti centrali non sapevano niente. Ovviamente. Crocetta che non ha una maggioranza ha detto che la cercherà su ogni proposta che porterà nel Consiglio Regionale. Che significa che tra cinque mesi in Sicilia si va a rivotare.

Il 50% percento dei siciliani però, anzi di più, ha urlato a tutti loro, non andando a votare: ma andatevene un po’ affanculo tutti!

E io farò lo stesso il prossimo aprile. Perchè tanto, a maggio, ci si ribecca un Mario Monti bis che fa comodo a tutti. Li mortacci loro.

La gara di canoa Italia-Giappone (traditional reprise)

La gara di canoa è un classico che gira da tempo.

A me, però, ogni volta che la leggo, fa sempre sorridere. E, visti i tempi, grami non si butta via niente.

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Una società italiana e una giapponese decisero di sfidarsi annualmente in una gara di canoa, con equipaggio di otto uomini.

Entrambe le squadre si allenarono e quando arrivo’ il giorno della gara ciascuna squadra era al meglio della forma, ma i giapponesi vinsero con un vantaggio di oltre un chilometro.

Dopo la sconfitta il morale della squadra italiana era a terra.

Il top management decise che si sarebbe dovuto vincere l’anno successivo e mise in piedi un gruppo di progetto per investigare il problema.

Il gruppo di progetto scopri’ dopo molte analisi che i giapponesi avevano sette uomini ai remi e uno che comandava, mentre la squadra italiana aveva un uomo che remava e sette che comandavano.

In questa situazione di crisi il management dette una chiara prova di capacita’ gestionale: ingaggio’ immediatamente una società di consulenza per investigare la struttura della squadra italiana.

Dopo molti mesi di duro lavoro, gli esperti giunsero alla conclusione che nella squadra c’erano troppe persone a comandare e troppe poche a remare.

Con il supporto del rapporto degli esperti fu deciso di cambiare immediatamente la struttura della squadra. Ora ci sarebbero stati quattro comandanti, due supervisori dei comandanti, un capo dei super visori e uno ai remi.

Inoltre si introdusse una serie di punti per motivare il rematore: “Dobbiamo ampliare il suo ambito lavorativo e dargli più responsabilita’ “.

L’anno dopo i giapponesi vinsero con un vantaggio di due chilometri.

La società italiana licenzio’ immediatamente il rematore a causa degli scarsi risultati ottenuti sul lavoro, ma nonostante ciò pagò un bonus al gruppo di comando come ricompensa per il grande impegno che la squadra aveva dimostrato.

La società di consulenza preparo’ una nuova analisi, dove si dimostrò che era stata scelta la giusta tattica, che anche la motivazione era buona, ma che il materiale usato doveva essere migliorato.

Al momento la società italiana è impegnata a progettare una nuova canoa.