Confesso a voi fratelli e al Padre Onnipotente che ho peccato…

Io ero contro tutto ma mi capita sempre più spesso di pensare che non sono mai stato pro niente. Certo, uno può lamentarsi e giudicare ogni cosa, ma poi cosa si ritrova? Lamentarsi non significa creare qualcosa, ribellarsi non significa ricostruire. Sbeffeggiare le cose non significa cambiarle. La gente come me ha sempre fatto a pezzi il mondo senza sapere come ricostruirlo. Abbiamo ridicolizzato tutto quanto, ma il mondo non è migliore di tanto così. Anzi. E’ molto peggiorato da quando ci si messi di buzzo buono per cercare di distruggerlo. Abbiamo passato tanto di quel tempo a giudicare quello che altri avevano creato che, alla fine,di nostro abbiamo fatto ben poco. Nella ribellione io mi ci nascondevo. Usavamo la critica come finto strumento di partecipazione. Sembrava che stessimo combinando chissà che cosa, ma in realtà non abbiamo fatto proprio niente. A parte riprodurci.

Perchè fare figli è l’oppio dei popoli.

E io mi sono sempre drogato benino, questo lo ammetto. Femmine. Tutte femmine.  Di buono che c’è che la mia razza morirà con me.

Cosa ho capito, allora, in fondo, della vita?

Solo che tutti, in maniera e modi diversi, abbiamo bisogno di scariche di endorfine. Per tranquillizzarci. E masturbiamo la maledetta ghiandola pituitaria e l’ipotalamo come dei maniaci sessuali. E poi che gli uomini si stufano di avere sempre torto solo perché sono maschi. Quante volte un uomo può sentirsi dire che è un oppressore, che è prevenuto, che è un nemico prima che decida di gettare la spugna e diventare un nemico davvero? Insomma porco maschilista mica ci nasci. Ti ci fanno diventare. Dopo un po’ ti arrendi e accetti di essere sessista, bacchettone, insensibile, rozzo, un imbecille se c’è n’è uno. Le donne hanno ragione. Sei tu che sbagli. Dopo un po’ ti ci abitui. Ti adegui alle loro aspettative. Le donne, ammettiamolo, nascono troppo avvantaggiate a livello di capacità. Solo se un giorno riusciremo anche noi a partorire si potrà parlare di parità dei sessi. E ho capito anche che le leggi che ci permettono di vivere sicuri sono le stesse che ci condannano alla noia. Se non possiamo accedere al caos autentico non avremo mai l’autentica pace. Se le cose non hanno la possibilità di peggiorare non migliorano. E per farle peggiorare basta solo che uno cominci criticare senza portare alternative valide.

In pratica ciò che ho sempre fatto io.

Quindi adesso che ci penso ho sempre fatto ciò che va davvero fatto.

Cazzo, sono stato un fico. Insomma è così’ che si fa.

Allora a che minchia serve questa confessione?

A nulla

Ok

La ritiro

 

La crisi

Per non essere travolti dalla valanghe occorrerebbe imparare dagli stambecchi.

Questi animali sanno come muoversi benissimo, sanno dove non è opportuno andare e soprattutto aspettano che la neve si sia ben assestata prima di avventurarvisi. Qualcuno ha studiato e ha osservato che gli stambecchi si muovono nel raggio di cinquanta metri dai loro ripari, anche per più giorni, dopo che è avvenuta una nevicata abbondante. Anche per la scelta dei pendii sono attenti a quelli che utilizzano. In estate vanno ovunque, ma in inverno scelgono sempre e comunque quelli esposti a sud che sono quelli dove il manto nevoso si stabilizza prima.

Ecco perchè per prevenire il rischio di valanghe occorrerebbe studiare gli studiare gli stambecchi e applicare le loro teorie anche alle nostre vite. Quelle di tutti giorni.

Lo sapete come funziona una valanga?

Una grande massa si stacca dalla montagna e inizia a scivolare a valle travolgendo qualunque cosa incontra sul proprio cammino. La velocità a cui viaggia la neve raggiunge e talvolta supera i 300 chilometri all’ora. E la massa aumenta notevolmente durante questa discesa a valle. Fino a raggiungere dimensioni gigantesche e una forza distruttiva incredibile. La massa aumenta perchè scendendo la neve stacca e porta con sè anche tutto ciò che incontra trascinandolo con sè in questa corsa folle.

Non so se vi è mai capitato di vedere una valanga. Una dal vivo intendo.

A me è successo. Su un canalone dall’altra parte della valle mentre ero su una pista da sci.

E me ne sono accorto per il rumore. Perchè una valanga che scende lungo il fianco di una montagna fa un rumore inimmaginabile specie se si considera che alla fine è solo pulviscolo di acqua ghiacchiata.

E così da allora quando sento usare la parola crisi, a me viene in mente quella cosa lì. Mi viene in mente il rumore e quella sensazione di inarrestabilità che proviene da un mucchio di neve che cade da una montagna a quella velocità.

E travolge tutto, senza rispetto. Alberi, rocce ogni cosa.

Case no. Le case non vengono quasi mai travolte.

In genere cioè non si costruisce dove è possibile che possano arrivare valanghe.

Ecco questo però è un accorgimento che non sempre prendiamo nella vita di tutti i giorni. Non sempre quando viviamo, lavoriamo diamo noi stessi tutti i giorni, stiamo attenti a non costruire casa dove potrebbe scendere una valanga. E il più delle volte lo facciamo perchè pensiamo che lì una valanga non potrebbe proprio cadere. Non prendiamo nemmeno in considerazione l’idea che possa succedere. Perchè in tanti casi non sappiamo nemmeno cosa sia una valanga.

Perché quando siamo travolti dal fascino del lavoro e del denaro, o semplicemente di una donna, non prendiamo misure di sicurezza.

Accumuliamo le cose come se quella fosse l’unica ragione di vita. Più abbiamo fame e più mangiamo e più mangiamo e meno siamo sazi. Poi però arriva un momento impercettibile in cui si alza la temperatura anche di pochissimo, anche di mezzo grado. Oppure arriva un’onda d’urto che è provocata da qualsiasi cosa. Ecco e all’improvviso, senza preavviso, si crea una crepa minuscola.

E la valanga viene giù.

E non viene giù per gradi e non viene giù solo la parte inutile, quella in sovrappiù. Quella che avevamo accumulato in maniera dissennata. No, no.  Viene giù tutto. Sin dall’origine, fin dall’inizio, fino nella parte buona.

E io non lo so come nascono le crisi personali o di coppia e non ho mai capito quali siano le dinamiche che stanno alla base di queste crepe che si formano in strutture che fino ad un attimo prima sembrava fossero perfette e solide. Quello che so però è che l’effetto non è gentile. Non è dolce.  L’effetto è sempre devastante. Sempre totale. Perchè ogni crisi è come una valanga che non dà scampo e non chiede permesso. Ma soprattutto non dà alcun preavviso.

La cosa però che ho imparato e che un po’ mi rincuora è che nel novanta percento dei casi è proprio l’uomo a innescare la cascata della neve. Come dire che le valanghe non è che vengano giù proprio per caso ma per quanto improvvise c’è sempre una causa che le scatena.

Questo ovviamente non mi mette al riparo dalle crisi nè tanto meno dalle valanghe ma almeno so, che se è colpa mia, posso trovare un modo per muovermici, senza per forza fare franare tutto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Kate & Leopold

Riconoscersi.

Cosa c’è di più bello al mondo?

Ri-conoscere, conoscere di nuovo, qualcuno/a che si è già amato, avuto, posseduto nel passato. Magari un’altra vita….!

Parlo di amore, ma anche di amicizia.

Insomma trovarsi di fronte improvvisamente qualcuno e capire che lui o lei è per te qualcosa che non puoi spiegare a nessuno.  Quella persona è parte di te anche se magari lei stessa non lo sa ancora. E tu speri che magari un giorno anche lei troverà, come te, un antidoto alle acque del Lete, il fiume dell’oblio, che ci hanno obbligato a bere quando siamo morti l’ultima volta…

Lo so straparlo..

Eppure questo rimane il mio sogno.

Riconoscere subito qualcuno che è parte di me.

Un po’ come capita nel film Kate & Leopold che è uno dei miei movie preferiti. Un buco temporale e due persone completamente diverse provenienti da due epoche diverse, una nevrotica di fine novecento e un gentiluomo ottocentesco, si incontrano e nonostante le differenze assurde, apparenti, si riconoscono. E non possono più fare a meno l’uno dell’altra.

E così passi il tempo a guardare le persone che incontri e a vedere se nel barista del bar dove prendi il caffè ci sono i germi di un’amicizia che viene da lontano oppure no. E sai che più siete diversi e più è facile è che sia l’anima che stai cercando. Magari è in una guida turistica, o in una baby sitter, o in un direttore d’orchestra o in un’impiegata della Asl. O peggio ancora magari è una persona con un cognome ingombrante che vive nell’alta società suo malgrado.

Magari lei è sposata e ha figli, magari lui è un omosessuale, ma sai che se tu sei attento potresti anche riconoscerla, quell’anima. E dirgli. Sono io. Sono qua. Non importa cosa fai, dove stai, che cosa ti sta capitando. Io sono qua. Ti ho riconosciuta. Fa come ti pare. Scopa con chi vuoi, o resta amico con quella parte di società che non mi appartiene. Davvero non mi importa. Conta solo che tu sappia che io ci sono.

Per te.

Certo, a dirla così sembra davvero un film. Perchè poi nella realtà non succede mai.

Ad esempio io sono certo che potrei benissimo fare delle topiche galattiche.

Visto che parliamo di film che so, mettiamo che una persona mi dicesse all’improvviso, senza nessun preallarme, così parlando di palo in frasca, che ha visto un film che lei ha amato nello stesso posto dove io l’ho visto amandolo allo stesso modo, io non sono così sicuro che le direi subito: sei te!

Ad esempio, proprio per far capire l’assurdità della cosa, se una mi dicesse “Hai mai visto “Entre chiens et chats”? (che poi è “Un uomo in prestito” in italiano) sai io l’ho visto a Parigi”  Io, che l’ho visto a Parigi davvero, la prima cosa che penserei non è: “sei te!” ma piuttosto “questa mi sta prendendo per il culo e c’è la fregatura da qualche parte” e magari finirei pure per farla incazzare.

Insomma riconoscersi è una cosa meravigliosa ma niente affatto scontata.

Che cosa direi oggi a una persona che riconoscessi, foss’anche, pure meglio, un amico?

Forse gli parlerei di quella canzone fantastica che mi emoziona sempre da morire scritta da Carole King. Quella che dice, vado a memoria e la scimmiotto, che quando il mondo e le persone mi gettano nello sconforto mi piace salire in cima al tetto di casa e guardare il mondo da lassù. Perchè è solo là che riesco a vedere le cose nella giusta prospettiva e a ritrovare il mio equilibrio.

E che se lui o lei, si sentisse mai nelle stesse condizioni, se vuole potrebbe salire con me sul tetto, perchè  là c’è abbastanza spazio per tutti e due.

 

 

Il lato oscuro del sole

Qualche tempo fa in macchina ascoltava la radio e ho sentito un programma che mi ha colpito tantissimo.

Raccontava la storia di Fatima, una “bambina lunare”.

Una ragazza affetta da XP (Xeroderma Pigmentoso) persone per le quale il sole è un nemico mortale e che sono costretti tutti i giorni a vivere lontani dal mondo diurno dei loro coetanei.

Da quando ho sentito quel programma ho cominciato a cercare di capirne di più è ho visto anche il documentario girato per pubblicizzare lo stato di questi individui “The dark side of the sun” di cui sotto inserisco il link se qualcuno volesse saperne di più.

Oggi però mi piacerebbe chiedervi un po’ più di attenzione. Uno sforzo particolare. Solo per cinque minuti.

Poi potete tornare a fare quel che stavate facendo….

Ecco, fate così, immaginate per un attimo di vivere una vita al contrario. Qualsiasi cosa voglia dire. Per cui immaginate di lavorare quando gli altri sono in vacanza,  o di mangiare tutto quello che gli altri scartano. Immaginate di vestire in un modo che agli altri sembra ridicolo.  O di gioire quando gli altri soffrono.

So che sembra quasi fantascienza, però state con me ancora un attimo e fate uno sforzo maggiore.

Adesso provate a parlare una lingua che nessuno parla. O di aver bisogno per vivere di respirare una soluzione gassosa che non sia l’aria, ma qualcosa che è dannosa per tutti gli altri esseri umani mentre è vitale per voi.

Ok, se siete ancora qui, forse vi sarà più semplice immaginare la vita di Fatima e di tutti questi bambini e cioè di dormire quando gli altri vivono e di vivere quando gli altri dormono.

Ecco provate a immaginare se fosse così,  avreste gli stessi amici che avete oggi?

Avreste la stessa compagna o compagno?

Se la vostra vita fosse ribaltata, i vostri figli sarebbero così come sono? O magari non ci sarebbero nemmeno…

E’ le vostre attività quali sarebbero? cosa fareste per divertirvi ad esempio?

O come vivreste i momenti di lavoro e di vacanza?

E soprattutto cosa significherebbe per voi, il giorno e la notte?

Quella di tutte le persone che sono affette da XP  è una condizione che si avvicina molto all’invisibilità. Esserci ma non essere visti. Vivere i ritmi di una vita normale ma spostati in un tempo sospeso, il tempo del buio.

L’idea di vivere una vita al contrario è una cosa che le persone sane, possono solo immaginare, oppure filtrare attraverso qualche piccola e minuscola esperienza personale, tipo che so, lavorare il sabato e la domenica, o la notte invece che di giorno. Cose piccole e temporanee che però in alcuni momenti della nostra vita ci hanno fatto pensare di essere più o meno fortunati degli altri.

Però l’idea che il sole sia un nemico e che la luce possa davvero farci del male è uno stravolgimento tale che nessuno di noi può davvero immaginarlo.

E da quando ho scoperto di lei e di quelli come lei, ho deciso che, ogni tanto, voglio provare anch’io a vivere una vita al contrario!

 

http://www.thedarksideofthesun.org/

 

 

Tavernello

Il turista anglo-sassone sprovveduto che capita per la prima volta nel nostro amato Belpaese crede che il genio italico si esprima soprattutto attraverso le arti nobili come la scultura o la pittura, oppure attraverso il riconoscimento che la nostra storia è la vera storia d’Europa. Quindi del mondo.

Siamo un popolo di santi, poeti e navigatori (Schettino è di sicuro figlio di immigrati) e quindi il viaggiatore si bea del nostro grande patrimonio e si gusta la qualità della vita, che a differenza di quanto capita da altre parti, nonostante le normali inefficienze del sistema Italia, rimane di gran lunga superiore alla loro.

Gode di mille cose come il cappuccino o le tagliatelle di Nonna Pina.

Ma raggiunge l’estasi solo quando scopre che il nostro estro italico ha inventato il prodotto più incredibile che sia mai stato concepito da cervello umano: Il Tavernello!

No vi prego. Non fate quella faccia disgustata che già vedo attraverso il monitor. Lo so, lo so. Il Tavernello sembra che faccia schifo ma non è così. Lui è il vero simbolo del genio italiano che ci fa conoscere da tutti per l’importanza delle scoperte scientifiche delle nostri migliori menti.

Il Tavernello è un, come definirla?, una bibita (?) composta per il sessanta percento da acqua della fogna di Milano per il sette percento da polvere fini del traffico del Grande raccordo anulare di Roma, per il cinque percento di diesel della pompa Q8 di via Merulana e per il resto di un misto di: acquarelli di Maurizio Costanzo, crema della barba usata di Massimo Gilletti, unghie dei piedi trifolate di Bruno Vespa, formaggia dei piedi di Maria De filippi, forfora di Michele Santoro e una spruzzatina di colorante al sapore di vino.

E, incredibile ma vero, grazie al nostro grandissimo talento siamo riuscito a piazzarlo al numero uno di tutte le classifiche di vendita di vini.

Il Tavernello dà assuefazione e gabba l’ignaro bevitore occasionale al punto che l’ingenuo turista anglo-sassone di cui sopra si stupisce nello scoprire che mentre a New York i barboni bevono come randagi da un sacchetto di carta dell’orribile whiskey di pessima annata, i nostri barboni dagli stessi sacchetti tracannano del sano Tavernello novello.

E non sanno che esso viene usato anche nelle operazioni per dare anestesia giusta a coloro che subiscono interventi e che  con un litro di Tavernello si possono fare anche 50 chilometri con a manetta a 180 in autostrada.

Una cosa geniale!

Certamente non bisogna abusarne altrimenti si incorrono in problemi di diarrea e allucinazioni in cui la moglie vi dice che vi ama ancora nonostante che voi la picchiate da 20 anni con la cinghia,  visione di creature mostruose, compresa Mamma Ebe, che  vi insegnano a parlare con gli animali come il dottor Dolittle.

Oltre a quelle organolettiche il Tavernello ha anche notorie capacità transustanzazionali e infatti la Chiesa lo usa per intingere le ostie e farle diventare corpo di Cristo, poichè la leggenda narra che fu lui stesso a usarlo per la prima volta nell’Ultima Cena. Cosa quest’ultima ampiamente dimostrata da Giacobbo nell’ultimo Voyager quando nella sua 575sima visita a Rennes le Chateau ha provato che i Templari si sono estinti perchè si sono tutti ubriacati di Tavernello trafugato in Terrasanta e portatovi da Piero Angela, abile commerciante vinicolo prima e Messia televisivo poi, con la prima Crociata.

Il prezzo ancora contenuto del Tavernello lo rende appetibile a tutte le tasche e si trova in ogni mensa. Persino a quella dei poveri e dei senza tetto.

Da esso scaturisce il vecchio detto “Se sei ricco donne e champagne, se sei un miserabile seghe e Tavernello”

Prosit.

Superquark

Non è vero che il terzo segreto di Fatima sia già stato rivelato.

E, soprattutto, non è vero che i segreti fossero solo tre.

Il quarto, infatti, era la formula segreta della Coca Cola, ma il terzo, quello che ha tenuto in ansia tutti i credenti per quasi un secolo è stato finalmente svelato ieri da Sandro Giacobbo che si è voluto vendicare del suo padre putativo che non l’ha mai adottato.

Il noto presentatore di Kazzinger, infatti, ha dichiarato che, dopo attente e scrupolose ricerche, ha scoperto che a Suor Lucia, la Madonna, ha svelato la vera età di Piero Angela che, pare, sia nato nel 1567 avanti Cristo.

Ed è per questo che sa tutto di tutto e non sbaglia mai.

Dopo essersi ben documentato Giacobbo ha scoperto che Angela è stato re degli Assiro-Babilonesi dai quali ha avuto un’educazione completa in campo astronomico che ha spiegato nei secoli a venire, da par suo a Copernico prima e Galileo poi e infine sembra che sia stato colui che abbia tirato in testa a Newton la famosa mela perchè questi non riusciva proprio a capire la legge di gravitazionale universale che lui cercava di spiegargli.  Ucciso in duello da lord Byron che s’era stufato di sentirlo predicare la verità assoluta anche in tema di letteratura romantica, è resuscitato nel 1911 in uno scavo archeologico egiziano condotto dal figlio.

Perchè è noto che Piero Angela è anche il padre del movimento nepotista italiano, che si candiderà alle prossime elezioni.

La leggenda narra che dopo l’uscita del suo libro sull’evoluzione della specie, sia riuscito persino a far bestemmiare il Papa.  Che lo ha fatto di nascosto perchè sembra che Dio stesso abbia preso ripetizioni dal buon Piero.  In cambio il Signore gli ha dato la possibilità di poter prevedere facilmente il futuro. Siccome però Dio è un burlone, spesso lo gabba e gli fa fare figure di merda intergalattiche.

La notizia della scoperta di Giacobbo sta facendo il giro del mondo e sta per essere convocata una commissione di inchiesta congiunta russo-americana per esaminare la verità. L’unico vero ostacolo è che persino i funzionari di Putin nutrono dubbi sull’autorevolezza di Sandro Giacobbo che, ahimè, è riuscito a perdere la stima persino dei suoi vicini di casa, dopo anni di minchiate raccontate con incredibile sagacia e imperitura arte.

Eppure Voyager, ingiustamente accostato a programmi satirici e barzellettieri, ha scoperto in precedenza cose clamorose ed eclatanti. Come l’origine extra terrestre di Gravellona Toce e la natura mistica della trippa di Giuliano Ferrara.

Ma quello per il quale Giacobbo è più famoso e per il quale ha vinto il premio Pulitzer è  la scoperta dell’esistenza del grande Chupacabra, l’animale mezzo cane mezzo coyote dalle dimensioni e forme orribili che devasta la pianura messicana facendo da secoli stragi di galline e papere.

E non si è fermato a questo. Infatti il nostro grande eroe ha addirittura spiegato abilmente la stretta relazione tra il pericolosissimo Chupacabra e i Templari concludendo poi, alla sua maniera:

““È probabile che la teoria più veritera sia questa. Certo, può anche darsi anche che non lo sia. Ma probabilmente lo è. O forse è del tutto errata. Ma che importa! Tanto non lo sapremo mai!””

Sembra che per porre fine a questa querelle tra le due vedette televisive italiane sia stato chiesto dai funzionari Rai a Piero Angela di porre tre domande importanti alle quali Sandro Giacobbo sarà obbligato a rispondere se vorrà che gli rinnovino il contratto per la prossima edizione di Voyager. E Piero non si è lasciato sfuggire l’occasione per dimostrare che lui ne sa e ne saprà sempre di più del suo pessimo imitatore chiedendogli:

1) Gli Ufo fanno la raccolta differenziata?

2) I templari hanno partecipato alla costruzione della Piramide di Cheope?

3) Il disastro della Costa Crociera è stato causato dagli Ufo?

Il mondo trema alle rivelazioni che presto saranno fornite da Giacobbo.