Alla fine ritornano.
Così almeno dicono.
Quindi pure io, come tutti gli zombie che si rispettano, eccomi qua.
Londra è stata un sogno, un viaggio in un passato che sapeva di futuro. Difficile da spiegarsi e pure da accettare. Parlo ad esempio degli occhi disincanti di ragazzotto che mi sono accorto di non avere più e lo sguardo verso un domani che arriverà anche da noi che si percepisce ancora girando per le sue vie.
Su tutto un freddo bestia. Un freddo che avrebbe fatto venir la pelle d’oca anche a esquimesi in vacanza nella Big city.
Eviterò di smarronare gli zebedei a tutti su cosa ha significato per me tornare in London e le cose macroscopiche che sono cambiate e le microscopiche in subordine. Mi limiterò a dire qualcosina, così, tanto per, nel caso qualcuno che capitasse a leggere queste righe dovesse andarci, specie per le Olimpiadi.
Obbligatorio fare il London Pass. Senza discussioni. Gli unici soldi ben spesi e che si recuperano facilmente. Londra è carissima e tutte le attractions costano un sacco di soldi. L’altro problema è che aprono tardi e chiudono presto e il Tube, per quanto fantastico necessita di un abbonamento. ma occhio al peak e all’off peak. Prima delle nove e mezzo non si passa e questo crea problemi se si vuole fare molte cose. E alle cinque chiude tutto.
Stavolta ho dato la precedenza a cose “alternative” e consiglio vivamente i tour del Wembley stadium e di Wimbledon e pure la visita al Kew Garden. So che le tre cose non c’appicano niente, ma santo cielo siamo da bosco e da riviera noi, no?
E già che ci siamo visita alla casa di Dickens e Benjamin Franklyn e Oscar Wilde.
Per quanto fatta e rifatta un saltino a Abbey road (sulla strada per andare a Wembley St John’s Wood) non guasta. Ricordarsi di fare la foto sulle strisce la mattina presto altrimenti fate incazzare la gente che guida e quella davanti agli studios fatela di corsa altrimenti esce “omino” che si incazza senza motivo ma non vale la pena discuterci.
Nei pub non è piu come una volta dove entravi e non ti rompeva le palle nessuno. Adesso devi consumare e spesso vengono a cercarti al tavolo. Costa caffè sta facendo il culo a Starbucks ma se prendete il caffe americano vi danno uno sbobbone con cui potete farci i gargarismi e Mc Donald sta sparendo (lo storico a Piccadilly ha chiuso). Pret a manger, la catena francese di sandwich rimane la meno costosa ma perchè fa panini che fanno cacare. Gli hamburgher di Byron non sanno di niente per quanto da fuori facciano pensare il contrario. E costano un sacco di soldi.
Se fate il giro allo Stamford Bridge stadium, alla stazione Fulham Bradway c’è un pub dove si mangia decentemente e soprattutto non si spende una mazza rispetto al 99% degli altri competitors. Se volete andare a Banqueting House (dove hanno tagliato la testa a Carlo I e il luogo citato nel romanzo Ventanni dopo di Dumas) ricordate che spesso è chiuso al pubblico per eventi di beneficenza e se partite apposta da lontano per andarci potete anche incazzarvi una volta arrivati.
Il Villaggio Olimpico sta in casa di Dio, o al casino se preferite. A est London però molte esibizioni le faranno anche a Wembley Arena e pure all’Earl Court exhibition center.
London Eye è una puttanata ma se proprio volete farla fatela la sera, National Gallery is still number one ma adesso, ‘sti stronzoni fanno pagare Leonardo, il British? beh… amici miei quante cazzo di cose volete fare? Il British necessita una visita apposta dall’Italia.
Apple center su Regent Street è un altro must. Ottimi i corsi che fanno a tutti indistintamente sui programmi IPAD. A gratis.
Last but not least se andate da Hamleys, il negozio di giocattoli più bello del mondo, ricordate di NON comprare le pistole che sparano bolle di sapone. Sono fichissime ma ve le sequestrano all’aeroporto pieno sempre di zelanti agenti che non sentono ragioni.
Che altro dire?
God save the fish and chips
Amen